Mai trascurare una cisti

di Fabio Filiaci

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03:13

La classificazione più comunemente utilizzata si basa sui tessuti di derivazione delle cisti e che permette di distinguere in: • Cisti odontogene: che prendono origine dai componenti che residuano dal processo creazione del dente • Cisti non odontogene: cioè che originano dalla proliferazione di componenti epiteliali non di derivazine odontogena • pseudocisti: caratterizzate da una cavità patologica non rivestita da epitelio Statisticamente la prevalenza delle cisti odontogene è così ripartita: l’80% è odontogena a genesi infiammatoria, il 19% risulta odontogena a genesi non infiammatoria e solo l’1% è rappresentato da tutti gli altri tipi di cisti. Per quanto riguarda le sedi più frequentemente colpite: nel mascellare è più frequentemente colpito il distretto frontale, nella mandibola il laterale. L’esame clinico, consistente in ispezione, palpazione ed accertamenti radiografici come Rx ortopanoramiche o Tc dentalsan delle arcate dentarie. È bene ricordare comunque che la formulazione di una diagnosi definitiva è possibile solo dopo l’esame istologico del reperto operatorio. Il trattamento delle lesioni cistiche dei mascellari è sempre chirurgico, fattta eccezione nei casi di cisti radicolari che, a volte, possono regredire dopo trattamento endodontico. La terapia di prima scelta è l’enucleazione in toto della lesione attraverso un singolo intervento chirurgico, definito cistectomia. Questo intervento, mediante l’esame istologico della neoformazione asportata permetterà una sicura e corretta diagnosi. Purtroppo tali linee di comportamento non sempre vengono rispettate e, spesso, alcuni odontoiatri consigliano controlli radiografici eseguiti nel tempo. Come nel caso del paziente di cui vi parlo nel video, apparentemente una comune cisti radicolare che si è rivelata essere ben altro