La terapia complementare dell'endometriosi

Giorgio Marcialis

Medico di Medicina generale

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L’endometriosi è una malattia causata da una crescita di tessuto uterino al di fuori della sua sede.  Può coinvolgere le ovaie, l’intestino ed il tessuto interno che riveste la regione pelvica.

Spesso causa forti dolori pelvici, in particolare durante il ciclo mestruale, e puo’ anche creare problemi di fertilità.

Partendo dal presupposto che non  esiste un trattamento uguale per tutte, ogni endometriosi è diversa, così come ogni donna lo è. Pur essendoci sintomi comuni (come il dolore), le complicanze sono differenti a seconda dell’organismo  che ospita la patologia.


In che modo la Medicina Complementare puo’ essere di supporto?  3 consigli utili per le donne che ne sono affette:


• SFIAMMARE L’INTESTINO:  Esso ha un ruolo chiave nel promuovere il nostro benessere, dato che l’80% del nostro sistema immunitario risiede qui. Quando la membrana intestinale è infiammata, lascia passare delle molecole mal digerite, producendo intossicazione continua. Il sistema immunitario non le riconosce, le attacca cercando di eliminarle, con sovraccarico e sofferenza degli organi che depurano l’organismo (fegato, intestino, reni, ma anche polmoni e pelle). La donna che soffre di endometriosi è molto vulnerabile perché il suo organismo è intossicato.


• CORREGGERE L’ALIMENTAZIONE: Eliminare gli zuccheri semplici e raffinati, la pasta e il riso raffinati, i dolci, in quanto mangiandoli sosteniamo ed alimentiamo l’infiammazione intestinale. Un’alimentazione sana ed antinfiammatoria è ricca di verdure crude e cotte. I cereali dovranno perciò essere integrali, escludendo il glutine (frumento, ma anche farro e kamut, segale e orzo) e consumati nella prima parte della giornata. Non usare alimenti gluten-free, ricchi di dolcificanti. Ridurre gli alimenti ricchi di amido (es. patate, mais, grano saraceno, castagne). Escludere, inoltre, il latte animale con tutti i suoi derivati (formaggi, panna, ma anche yoghurt). Esistono molte alternative vegetali, come le bevande a base di riso, avena, orzo, soya,sorgo. Preferire legumi, frutta secca e semi, pesce, uova e carne, alternandoli (escludendo salumi e insaccati, alimenti salati e conservati). Imparare ad usare anche la farina di legumi per cucinare; i legumi sono utili perché abbassano la glicemia. Il pesce (soprattutto bianco dei mari freddi) risulta benefico perché ricco di  Omega-3 (antinfiammatori), così come l’olio vegetale di lino da abbinare all’olio extravergine di oliva come condimento per le insalate.  Frutta sì, ma senza esagerare (fruttosio = zucchero), lontano o prima dei pasti (almeno 15 min). Scegliere cibi biologici o a km.0, costano di più, ma ce li meritiamo! La colazione dovrà essere completa, mentre la cena leggera. Mangiare con calma e masticare bene: lo stress e la preoccupazione rendono lunga ed incompleta la digestione. Le nostre emozioni incidono profondamente sul benessere dell’intestino, che è stato infatti definito “secondo cervello”; è importante imparare a riconoscerle e lasciarle andare senza venirne sopraffatti.


• INTEGRARE CON BUONI PROBIOTICI: Integrare quei microorganismi che sono in grado di raggiungere l’intestino in condizioni di vitalità ed esercitare un’azione salutistica.  Si tratta di “batteri amici” che ci proteggono, sostenendo il lavoro del sistema immunitario; contrastano l’eccessiva proliferazione batterica, contrastando i batteri tossici; proteggono il fegato e producono vitamine; la flora batterica buona, poi, produce endotossine che depurano l’organismo. Essa, aderendo alle pareti intestinali, costituisce un biofilm protettivo e diminuisce la permeabilità della mucosa. In caso di malattie infiammatorie croniche, come l’endometriosi, l’assunzione ciclica di “Lattobacilli e Bifidobatteri” favorisce il benessere, promuovendo l’”eubiosi”; in alcuni casi saranno necessarie dosi minime per il buon mantenimento dell’ecosistema intestinale (meglio definito “microbiota intestinale”).


Quindi, il connubio tra una sana alimentazione ed un equilibrato apporto di probiotici sarà il primo passo, ma non l’unico, verso un’efficace gestione dell’endometriosi. Queste indicazioni, ovviamente, non sostituiscono il parere dello specialista ginecologo; l’endometriosi non va sottovalutata, ma neanche temuta. Semmai, impariamo a conoscerla e a gestirla.

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