La steatosi epatica e il microbiota intestinale

Giorgio Marcialis

Medico di Medicina generale

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La salute del fegato è essenziale per il mantenimento della salute dell'intero organismo, pertanto deve essere preservata il più possibile. In assenza di danni da alcool, da virus o da autoimmunità, molti disordini metabolici quali sovrappeso/obesità, insulino-resistenza/diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa e dislipidemie, possono essere associati allo sviluppo della Steatosi Epatica Non Alcoolica (NAFLD).


Anche un eccessivo consumo di bevande zuccherate analcooliche (contenenti fruttosio) aumenta il rischio di sviluppare NAFLD.

La steatosi epatica, indicata nel linguaggio comune come “fegato grasso”, è caratterizzata da un’infiltrazione lipidica del fegato che colpisce circa il 15% dei bambini e il 25% degli adulti, con una prevalenza raddoppiata nei pazienti obesi e diabetici.

La NAFLD, se non ben trattata, può evolvere in una forma clinicamente aggressiva detta steatoepatite non alcoolica (NASH), caratterizzata da infiammazione e progressiva degenerazione tissutale, che potrebbe portare allo sviluppo di alterazioni del parenchima epatico e all’insorgenza della cirrosi (circa 1/3 dei casi di NAFLD tendono a diventare NASH e il 15% di questi può degenerare in cirrosi); d'altro canto, la NAFLD è di per sé un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e diabete, e dati preliminari suggeriscono che potrebbe anche essere associata ad una maggiore incidenza di patologie oncologiche epatiche ed extra-epatiche, mentre la cirrosi associata alla NASH può compromettere seriamente la funzionalità epatica favorendo lo sviluppo di una malattia epatica allo stadio terminale (insufficienza epatica) e dell’epatocarcinoma (HCC).


Ad oggi non esistono trattamenti farmacologici approvati per la NAFLD, ma per fortuna abbiamo la possibilità di intervenire andando ad ottimizzare gli stili di vita mediante restrizione calorica, utilizzo di estratti vegetali “epatoprotettori” (in particolare, Cardo mariano), riduzione dello stress, aumento dell’attività fisica e miglioramento del sonno in modo da poter ridurre il rischio di complicanze della NAFLD e della NASH.

E’ ormai acclarato che alla base della NAFLD ci sia una disbiosi intestinale (alterazione quali- e quanti-tativa del microbiota intestinale), quindi il riequilibrio del microbiota intestinale con probiotici (in particolare) e prebiotici può essere considerato un trattamento integrato della NAFLD.


Tra l’altro, probiotici e prebiotici hanno dimostrato di avere effetti positivi sull'obesità, sull'infiammazione sistemica e sullo stress ossidativo, condizioni tutte presenti nella NAFLD.

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