La prevenzione a scuola ai tempi del Coronavirus

Alessia Micoli

Psicologa Criminologa

È sempre stato molto difficile fare “prevenzione” all’interno della scuola poichè spesso gli interventi sono diretti a specifici comportamenti a rischio della popolazione giovanile.


Ad oggi la situazione è drasticamente mutata a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid19 ove la prevenzione riguarda vari fattori quali: il distanziamento sociale, l’utilizzo della mascherina, l’evitare di scambiarsi oggetti all’interno delle mura scolastiche, effettuare la ricreazione seduti, non recarsi al bagno più volte.


Inoltre bisogna tener presente che le modalità con cui si effettuava la prevenzione era diversa, attualmente la scuola ha potenziato delle risorse quali le piattaforme online tramite le quali si possono effettuare molti incontri con i professionisti del settore in remoto.


La gioventù è in continuo mutamento, gli adolescenti di oggi sono molto diversi da quelli di una decina di anni fa ma hanno bisogno di percorsi di prevenzione scolastica continua, di numerose spiegazioni e soprattutto di certezze.

Quando tutto ciò non accade è inevitabile che i minori vengano esposti a sintomatologie inquadrabili nosograficamente in ansia, tensione generalizzata, attacchi di panico ed isolamento sociale.


L’azione preventiva deve percorrere strade dissimili ma parallele, sia sotto il profilo metodologico sia nell’ancoraggio epistemiologico, asso portante dell’azione stessa, inoltre deve essere portata avanti da professionisti competenti.


Assume una rilevanza fondamentale la comunicazione informativa ed i professionisti che vi ruotano all’interno che fungono da adulti di riferimento per gli studenti e per il corpo docente; i professionisti esperti delegati in questo arduo compito sono lo psicologo, lo psichiatra infantile, il medico, il pedagogista i quali devono mettere in atto attraverso il proprio bagaglio esperenziale le competenze per ottimizzare il lavoro di prevenzione che inevitabilmente confluisce in un lavoro di informazione e formazione, soprattutto in un momento in cui i contagi sono in aumento.


La letteratura scientifica sostiene che gli adolescenti hanno l’esigenza, seppur latente, di una base sicura, nonostante i loro agiti assumono significati differenti poichè respingono le figure di riferimento, ma poi hanno una forte necessità di poter avere una guida dietro le quinte.


L’informazione deve essere trasmessa all’interno del gruppo classe in cui si mettono in atto delle dinamiche che in un secondo momento vengono metabolizzate ed elaborate.

La scuola diviene una risorsa molto importante dal momento in cui i docenti hanno l’abilità di riuscire a modulare le proprie conoscenze sulle modalità di apprendimento e le conoscenze relative al contesto classe, riuscendo ad inserire le conoscenze adeguate circa il prevenire eventuali contagi.


All’interno della scuola, inteso come lo spazio di apprendimento e generatore di elevati fattori di sviluppo sociale, il minore deve trovare un mondo adulto familiare pronto ad accoglierlo, contenerlo e soprattutto in grado di preservarlo dalle problematiche emerse in questo anno.



Bibliografia

-D. S. M. V Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Edizione Italiana Masson, Milano.

-Fornari U. “Trattato di Psichiatria Forense”, UTET, Torino, 2008.

-Erikson E. H., “Infanzia e società”, Armando, Roma, 1976.

-Quidoz D., “Le parole che toccano”, Borla, Roma, 2004.

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