La dieta mediterranea ha un effetto benefico sul microbiota intestinale

Giorgio Marcialis

Medico di Medicina generale

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Seguire una dieta mediterranea (prevalentemente vegetariana) aiuta a gestire le malattie infiammatorie croniche intestinali (Morbo di Crohn e RettoColite Ulcerosa).

Gli alimenti che portiamo ogni giorno a tavola giocano un ruolo non trascurabile sulla salute. Le nostre scelte alimentari hanno, infatti, un impatto sulla composizione del microbiota intestinale che potrebbe presto tradursi in una serie di indicazioni valide per la gestione di diverse patologie: dal morbo di Crohn alla rettocolite ulcerosa, dalla sindrome del colon irritabile fino al cancro del colon. Tutte condizioni che oggi risultano in aumento, soprattutto nei Paesi più avanzati, e che, in un futuro non così remoto, potrebbero essere curate riconoscendo un ruolo di primo piano alla dieta.


I ricercatori hanno dimostrato che l’adozione di una dieta di tipo mediterraneo aiuterebbe l’intestino ad essere popolato da microorganismi “alleati”.


Vediamo, quindi, qual è il menù ideale per “proteggere” l’intestino: cereali (preferibilmente integrali), legumi, pesce azzurro e frutta secca dovrebbero essere gli alimenti maggiormente consumati. La loro assunzione è, infatti, correlata ad una ridotta presenza di batteri aerobi (potenzialmente dannosi) e ad una concentrazione inferiore di molecole pro-infiammatorie nel sangue. Un effetto contrario a quello determinato dall’adozione di una dieta occidentale, in cui prevale il consumo ricorrente di carne rossa, cibi pronti o dolci realizzati con zucchero raffinato. Inoltre, una dieta prevalentemente vegetale incrementa la sintesi di acidi grassi a catena corta, prodotti dai batteri “buoni” dell’intestino e principale fonte di nutrimento delle cellule epiteliali del colon (chiamate a riassorbire acqua e sali). 


Si sa che maggiore è la loro sintesi, più basse sono le probabilità di sviluppare una malattia infiammatoria cronica intestinale e il diabete mellito di tipo 2.


La ricercatrice Laura Bolte afferma:”Modulando la composizione del microbiota intestinale, la dieta diventerà probabilmente un’opportunità per trattare le malattie intestinali”. Da anni, ormai, il microbiota viene studiato per comprendere quale ruolo possa giocare nell’insorgenza della celiachia, dell’obesità e di patologie apparentemente poco legate all’assetto della “flora batterica” intestinale: dall’artrite psoriasica alla dermatite atopica, fino all’infarto miocardico, che in un futuro non troppo lontano potrebbe essere prevenuto anche ricorrendo agli antibiotici. 


La dieta offre una grande opportunità accessibile a tutti. Più alimenti di origine vegetale e meno di origine animale: ecco, dunque, la ricetta per prenderci cura del nostro intestino (e non solo).

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