La Low Dose medicine nelle patologie dell'apparato locomotore

Giorgio Marcialis

Medico di Medicina generale

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Le patologie acute e croniche dell’apparato locomotore (formato da ossa, muscoli, tendini, legamenti, capsule articolari e borse) rappresentano circa il 40% delle richieste sanitarie in un ambulatorio di Medicina Generale.

Se a questo dato si aggiunge che la durata della vita media sta progressivamente aumentando e che le patologie croniche artro-mio-fasciali sono prevalentemente provocate da alterazioni meccaniche, dal metabolismo e da “usura”, l’interesse verso queste malattie stimola sempre più numerosi specialisti: il fisiologo a scoprire nuove relazioni tra dolore e postura, muscolatura intrinseca podalica, anatomia funzionale e fisiopatologia meccanica; il biochimico verso studi avanzati sul metabolismo ossidativo e non, sulla sostanza fondamentale (matrice extracellulare), sul tessuto connettivo; il Medico di Medicina Generale (MMG) / Medico di Famiglia (MdF) a cercare di ricostruire il “come” dei sintomi e il “perché” della lesione, e a proporre una valida terapia possibilmente senza effetti collaterali.

Le attuali tecniche strumentali sono tali da poter affrontare le diagnosi con relativa praticità e facilità di esecuzione, nonché con un notevole ampliamento dell’oggettività clinica e della sicurezza diagnostica.

L’Omeopatia (disciplina non convenzionale fondata nel 1796 dal medico tedesco Christian Friedrich Samuel Hahnemann (1755-1843)), ed in particolare l’Omotossicologia (disciplina non convenzionale fondata nel 1952 dal medico tedesco Hans-Heinrich Reckeweg (1905-1985)), ben si inseriscono in questo contesto: esse, infatti, non operano con farmaci aspecifici (ASA, FANS, cortisonici) sullo specifico distretto patologico, ma, al contrario, con farmaci di provata efficacia e scientificamente molto ben documentati, agiscono sull’infiammazione e sul dolore (ma anche sulla ricostruzione della cartilagine articolare e direttamente sul “distretto” di sofferenza); queste discipline, pertanto, sono in grado di proporre una strategia terapeutica duttile a breve, a medio e a lungo termine, utilizzando, tra gli altri, anche farmaci iniettabili localmente, secondo gli ultimi trends della terapia ortopedica, reumatologica e traumatologica.

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