Il dominio

Paolo Piga -Dirigente medico di 1° livello con incarico ad Alta Specializzazione

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Un  simile titolo potrebbe ricondurre ad una narrazione  "fantascientifica"…..nella quale si descrive una società fondata su regole gerarchiche e su sistemi di controllo insuperabili…e indiscutibili……

Bene….invece questo titolo trae ispirazione da un fatto realmente accaduto….e personalmente vissuto.

Noi Medici ci siamo sempre valsi, e, talvolta, ammettiamo, abusato, di una sorta di " rendita di posizione"…..ci siamo sistematicamente sottratti al contradditorio….di fatto….di quali strumenti può disporre il paziente per confutare le nostre affermazioni e le nostre strategie diagnostico-terapeutiche?.....


Non abbiamo mai tollerato l'idea di una gestione "democratica" di una conoscenza e di una abilità professionale…..Persino in caso di contenzioso giudiziario, il Magistrato non ha scelta…deve affidarsi totalmente al parere di un perito…un consulente, un Medico che giudica ( con il senno di poi!!!!) l'operato di un collega…..


Ma ,drammaticamente, le regole del gioco, stanno rapidamente mutando….


Una sera, dopo un turno di notte, rivolgo distrattamente uno sguardo al PC….ebbene…..su Messenger compare un messaggio. Non conosco il mittente….ma riconosco l'oggetto della comunicazione…… si tratta di una visita eseguita durante la notte, in cui il mittente, oggetto della valutazione, veniva indirizzato ad un percorso diagnostico-terapeutico ambulatoriale , escludendo l'urgenza clinica e attribuendo un codice "bianco"…..Nello specifico si trattava di algie articolari postume al posizionamento di protesi di anca…in seguito alla quale lo stesso non si era presentato ai controlli di follow-up prescritti…..ma aveva ritenuto di accedere ad un servizio di emergenza-urgenza nel cuore della notte, trascurando, peraltro, di  rendere disponibile alcuna documentazione…..


Il "vulnus" era chiaramente rappresentato dalla richiesta di pagamento di un ticket ( 25 EU !!)…

Tuttavia  il paziente si è ritenuto autorizzato a "invadere" la vita privata del Medico, ad esprimere giudizi pesantemente offensivi sulle parti pubbliche dell'account, e a insultare il Professionista in modo, direi, sproporzionato, dal punto di vista professionale e personale….

Ora…l'eventualità che mia Madre utilizzasse il proprio tempo libero spregiudicatamente, incorrendo in qualche "incidente", francamente non mi desta un particolare turbamento….

Invece è di gran lunga preoccupante la ripercussione che le possibilità attuali di accesso alle informazioni e le modalità illimitate di comunicazione, possono avere sull'esercizio della Professione Medica….

Sempre più spesso il paziente accede alla valutazione provvisto di una robusta quantità di informazioni prelevate in pochi minuti dalla rete….non richiede più un parere competente…ma pretende , altresì, l'esecuzione di procedure e strategie che ritiene assolutamente inopinabili….

Il paradosso estremo è rappresentato dal paziente che apostrofa il Medico con un inappellabile e categorico monito:   "MA LEI E' SICURO DI QUELLO CHE STA DICENDO? "….

Bene…in questo caso io rispondo con un "NO, DIREI  CHE A QUESTO PUNTO, NON NE SONO SICURO….SPERO DI NON SBAGLIARMI…"    Inutile dire che l'ironia non viene assolutamente colta….


Che lezione possiamo trarre da tali episodi?


Io penso che in parte dobbiamo assumere una parte di responsabilità….l'utilizzo arrogante di una conoscenza, mutata da strumento di servizio ad esercizio di potere, appunto , a DOMINIO, alla fine ha creato intolleranza da parte di pazienti resi del tutto passivi ed inconsapevoli di fronte a scelte effettuate pretendendo non la condivisione e la comprensione…ma una sorta di "fede" nel verbo medico….

Tuttavia la cura e la tutela della salute sono DIRITTI COSTITUZIONALI….ma il diritto non deve essere considerato qualcosa di cui impossessarsi in modo incondizionato….prevede il DOVERE DI CONSAPEVOLEZZA….in altre parole  la conoscenza dei tuoi diritti, prevede anche il dovere di conoscere il corretto modo di fruirne…

Se ne deduce, quindi, che l'educazione sanitaria deve , direi in modo tassativo, integrare l'esercizio del diritto…..un cittadino ha il dovere di conoscere i meccanismi attraverso i quali il Servizio Sanitario del proprio paese eroga "salute"…..deve riconoscierne l'autorevolezza e l'efficienza….deve essere consapevole che Google non eroga salute…..non  fornisce le fonti da cui le informazioni vengono tratte…. Il cittadino deve essere al corrente del fatto che se il Medico eroga un informazione, dovrebbe , pochi secondi dopo, fornire la relativa bibliografia scientifica… e con tale autorità deve confrontarsi con il cittadino fruitore di un servizio…non è sufficiente un Diploma di Laurea appeso alla parete….Se un cittadino esprime perplessità di fronte alle mie decisioni, ha il diritto di consultare altri Colleghi….ma anche, se desidera, consultare la letteratura che sostiene la mia ipotesi….Una gestione per molti versi "miope" della professione, ha fatto si che tutti conoscano l'efficacia delle cure…ma pochi sono al corrente che qualsiasi trattamento prevede esiti positivi, complicanze e, ahimè, esiti sfavorevoli….


Il "Dominio" quindi, volge al termine…..inizia il severo e duro esercizio della condivisone e della comunicazione.

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