Comunicare con il paziente secondo l'Analisi Transazionale

Luisa Ghianda

Psicologa

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Riflettere sulle modalità di costruzione di una relazione efficace tra medico e paziente nasce dalla ferma convinzione che il paziente necessiti un professionista capace di accogliere il senso profondo della relazione in corso, inevitabilmente fatta di un substrato dispari (il paziente non è competente in materia e non può se non affidarsi al professionista), che si ripercuote sulla condizione di momentanea vulnerabilità emotiva. La cura delle emozioni in gioco devono, dunque, rappresentare una priorità: il paziente ha bisogno di implementare resilienza, aspettandosi nel medico un sostenitore in grado di far fronte alla complessità psicologica in cui spesso la malattia imbriglia. Il “modo” in cui quel medico si prenderà cura del suo paziente sarà per questi un’ancora con cui affrontare la malattia.

L’intervento di counseling è basato sull’utilizzo integrato di vari elementi propri della comunicazione efficace e sulla capacità dell’operatore sanitario di migliorare nel paziente la consapevolezza e l’espressione dei suoi vissuti emotivi.


La comunicazione è il punto di snodo da cui passa l’interazione. Trasferimento di informazioni, elaborazione e condivisione di significati, processo circolare costituito da continui scambi di messaggi, sono gli interlocutori coinvolti a co-costruire il senso di quanto viene espresso.


Certamente non è facile né comunicare con efficacia, né comprendersi. Una comunicazione ha elementi di maggiore chiarezza quando è costituita da totale congruenza tra contenuto verbale, para-verbale, non verbale, ma sono più spesso i contenuti latenti a creare frizioni, quei messaggi non espressi che determinano il senso della comunicazione stessa e soprattutto della dinamica relazionale sottesa.

La struttura di personalità secondo l’Analisi Transazionale, disciplina psicologica il cui caposcuola è Eric Berne, è definita attraverso gli “stati dell’Io”, coerenti sistemi di pensieri e sentimenti che si esprimono in corrispondenti sistemi di comportamento. I tre stati dell'Io sono: Genitore, Adulto, Bambino. A livello intrapsichico ognuno ha in sé queste tre parti, che designano fenomeni osservabili. Trattasi, infatti, di un insieme di emozioni, pensieri e comportamenti che appaiono tra loro coerenti e collegati. Si passa da uno stato dell’Io all’altro molto velocemente, perché l’energia fluisce velocemente tra uno e l’altro. A secondo delle situazioni è più facile energizzare uno stato dell’Io piuttosto che un altro.


Quando la persona è nello Stato dell’Io Bambino non significa che si comporta genericamente “da bambino”, ma che sente, pensa, agisce come quando nella realtà era un bambino. Tale Stato dell’Io è, altresì, sede dell’intuizione, della spontaneità, della creatività, delle emozioni.


Quando la persona si esprime spontaneamente senza preoccuparsi delle reazioni degli altri è nello stato dell’Io Bambino Libero. Quando è molto controllata, compiacente, laboriosa, agendo come sotto l’influenza di un genitore che ha impartito ordini o regole è nello stato dell’Io Bambino Adattato. Quando di fronte a norme e regole si ribella, rispondendo in modo conflittuale, ha energizzato lo stato dell’Io Bambino Ribelle.


Ogni stato dell'Io ha connotazioni positive e connotazioni  negative. Nello stato dell’Io Bambino Adattato positivo, la persona accetta le regole, collabora e agisce per farsi accettare, mentre nello stato dell’Io Bambino Adattato negativo, si sottomette alle regole, si compiange e subisce per farsi accettare. Nello stato dell’Io Bambino Ribelle positivo, la persona ha spirito d'iniziativa, mentre nello stato dell’Io Bambino Ribelle negativo è sempre contraria per principio. Nello stato dell’Io Bambino Libero, si esprime in tutto liberamente, mostrandosi apertamente.

Lo Stato dell’Io Adulto raccoglie, immagazzina e usa le informazioni derivanti dalla realtà esterna, calcola e valuta le probabilità, funzionando come un computer per  risolvere problemi e soddisfare bisogni, costituendosi come sfera del pensato.


Lo stato dell’Io Adulto, nella sua accezione positiva, vive oggettivamente la realtà, non drammatizza l'errore e decide in base a ciò che è noto; nella sua accezione negativa trascura le emozioni e non si cura dei rapporti interpersonali.

Lo Stato dell’Io Genitore è una sorta di registrazione storica di insegnamenti e gesti di persone significative, messaggi culturali compresi.


Una persona ha attivato lo stato dell’Io Genitore quando si comporta come ha visto fare nel passato dalle figure di riferimento dandosi limiti, confini, regole, permessi. Tale stato dell’Io è ricco di opinioni, giudizi, valori e atteggiamenti, identificandosi quale sfera dell’appreso.

Lo stato dell’Io Genitore Affettivo è segnalato da atteggiamenti accudenti, benevoli e rassicuranti (offrire protezione, dimostrare sollecitudine, dare affetto), lo stato dell’Io Genitore Normativo da un linguaggio e atteggiamento dogmatici, radicati nei principi, punitivi, esigenti.

Il Genitore Normativo nella sua accezione positiva guida, insegna, offre regole e valori, nella sua accezione negativa impone, rimprovera, punisce, critica. Il Genitore Affettivo nella sua accezione positiva cura e incoraggia, nella sua accezione negativa condiziona il suo affetto ad un avere.

Gli stati dell’Io sono costantemente in azione, sia in termini di dialogo interno, sia nelle relazioni sociali e comunicative. La vera pienezza in ambito relazionale è la capacità di utilizzare tutti gli stati dell’Io, energizzando quello appropriato al contesto. Quando questo non accade ed una di queste componenti tende a travalicare i suoi confini prevalendo nettamente sulle altre si parla di patologia degli stati dell’Io.


Segue un breve esempio di analisi dialogica secondo metodologia analitico- transazionale. Trattasi di uno scambio tra una paziente (PZ) e un medico (M), durante una prima visita.

PZ - …

La paziente assume un atteggiamento paraverbale di silenzio assenso, la sua testa è bassa, spalle curve, occhi bassi, segnali della presenza dello stato dell’Io Bambino Adattato, che tipicamente si comporta come se ci fosse un “genitore” che lo osserva e lo controlla. Questo lascia ipotizzare che la signora viva il medico come una figura genitoriale, significativa o di potere.

M – La vedo preoccupata, è così?

Transazione riflesso del sentimento (verbalizzazione dell’emozione colta nell’atteggiamento generale della paziente), seguita da una transazione interrogativa quale invito a consegnare emozioni e paure, lasciandole fluire.

PZ – Un po’.

M – E’ questo lettino che le mette l’ansia?

PZ – (la paziente sorride imbarazzata)

Sempre presente lo stato dell’Io Bambino Adattato, l’atteggiamento extra-verbale (sorriso imbarazzato) potrebbe indicare la presenza di un dialogo interno carico di autosvalutazione del tipo: “Che sciocca sono ad avere paura!”.

M – Le succede spesso di avere moti di ansia, forse ha avuto qualche esperienza particolarmente negativa in ambito medico? Se mi racconta come si sente posso conoscerla meglio.

Transazione interrogativa atta a conoscere il vissuto della paziente e promuovere alleanza terapeutica. L’arte della maieutica, dove porre buone domande curiose in punta di piedi è elemento principe, è funzionale alla conoscenza del paziente ed all’invio dell’implicito messaggio: “Non sei un numero”.

PZ – Sono un’ansiosa…anche al lavoro! E poi sono timida e in situazioni nuove, con persone nuove, sono spesso in difficoltà. Qui, però, ho paura di quello che mi troverà durante la visita.

M – Mi sta dicendo che questa sua ansia è dovuta alla possibile diagnosi. Capisco.

Transazione di specificazione: affermazione dallo stato dell’Io Adulto con lo scopo di categorizzare un’informazione ottenuta tramite una precedente interrogazione, al fine  di fissare un dato emerso, offrire e ottenere un feedback quale conferma della correttezza di quanto afferrato.

PZ – Già.

M – Leggiamo insieme la cartella clinica, così ha modo di darmi qualche  dettaglio in più.

Dare spazio alla verbalizzazione della storia clinica permette al medico di approcciare in modo delicato il paziente, offrendogli uno spazio di auto-espressione, trasmettendogli la sensazione di essere accolto nella sua interezza di corpo e psiche.

PZ – Me la sono vista brutta, non pensavo proprio di farcela. Avrei mollato ad un certo punto se non avessi avuto una bimba piccola.

Dal suo stato dell’Io Bambino Adattato, la paziente chiede implicitamente accoglienza.

Il paziente va invitato a verbalizzare le esperienze pregresse, anche perché lasciano trapelare i pericoliimmaginati, le speranze, le paure, elementi che nell’insieme offrono il quadro di malattia secondo la percezione del paziente. Consentirgli di raccontarsi permette al medico di cogliere, altresì, possibili dinamiche a carattere difensivo che chiamano in campo il meccanismo inconscio della "svalutazione", per esempio, che ha luogo quando ignoriamo o distorciamo qualche aspetto della situazione al fine di conservare idee preconcette. Il paziente potrebbe svalutare l’esistenza del problema, svalutare la gravità/l’importanza del problema, svalutare le possibilità di cambiamento del problema, svalutare le capacità personali a disposizioni per risolvere il problema.

M – Colgo dalle sue parole che le operazioni l’hanno molto provata. Leggo che è stata operata all’anca due volte. Come è andato il recupero?

La relazione si è stabilizzata in un dialogo tra lo stato dell’Io Bambino Adattato della paziente e lo stato dell’Io Genitore Affettivo del medico, modalità efficace, al momento, in quanto risponde ai bisogni emotivi della signora. Offrire uno spazio relazionale empatico significa passare dalla dimensione del curare a quella del prendersi cura, che presuppone la massima attenzione alla dimensione umana.

PZ – Un periodo lunghissimo con le stampelle. Ho avuto male a lungo, ma adesso non zoppico più.

M- Il peggio è passato.

L’empatia crea la capacità di ottimizzare il linguaggio dell’altro, aumenta la comprensione, muove partecipazione ed interessamento. Il successo di un intervento terapeutico non dipende solo da fattori medici in senso stretto, ma anche, e forse soprattutto, dall’espressione della qualità della relazione umana tra quel medico e quel paziente.

M - La faccio sdraiare ora.

Aver implicitamente ricevuto il permesso di prendersi il tempo necessario prima di sottoporsi alla visita ha contribuito alla costruzione di un rapporto di fiducia.

M – Procediamo con calma e ci fermiamo se qualcosa non va.

Transazione dallo stato dell’Io Genitore Affettivo, tesa a tranquillizzare la paziente. Anche una misurata ricerca di contatto fisico, quale una mano sulla spalla, può essere un’efficace espressione di contenimento.

M – Si può rivestire. Ora le spiego come l’ho trovata. (Segue l’esplicitazione della diagnosi)

L’informazione pone in primo piano i concetti di reciprocità nel rapporto, relazione non paternalistica, natura etica dello scambio medico-paziente. Questo momento costituisce un ulteriore spazio a due dove chiarire dubbi, negoziare piani di cura, accogliere le emozioni, conoscere le prospettive di guarigione, escludere situazioni indefinite. L’intervento è gestito dallo Stato dell’Io Adulto, il quale come un computer elabora e organizza le informazioni.

Condurre il paziente verso un ingaggio consapevole delle cure proposte implementa la motivazione. In termini analitici-transazionali ciò comporta la costruzione di un  contratto bilaterale, teso ad un impegno reciproco, sottolineato da momenti di riconoscimento delle rispettive identità: due persone entrambe adeguate, dotate di risorse e responsabili nell’andamento della cura. Adottare un atteggiamento contrattuale significa “vedere” il paziente, offrirgli appoggio, entrare in una dinamica fatta di comunicazione profonda con ciò che è, così da conoscere, capire ed incontrarne bisogni ed emozioni.


Secondo l’approccio analitico-transazionale, possedere un buon Adulto integrato significa energizzare ora lo stato dell’Io Genitore, ora lo stato dell’Io Bambino, ora lo stato dell’Io Adulto, a seconda dello stimolo ricevuto, dell'obiettivo prefissato e dell'andamento dell'incontro. Sarà il medico che, utilizzando tutte le aree positive degli Stati dell’Io, potrà contribuire sia al sostegno sia al coinvolgimento del paziente nella cura, dove lo Stato dell’Io Genitore sarà preposto all’accudimento e al sostegno, lo stato dell’Io Adulto a fornire spiegazioni razionali e fare diagnosi accurate, lo stato dell’Io Bambino a esercitare empatia. I tre stati dell’Io, opportunamente impiegati,  contribuiscono a generare una relazione in cui il paziente può soddisfare il bisogno di sicurezza, affidamento, accettazione, sentendosi preso in cura nella sua interezza di mente e corpo.


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Bibliografia
- M.Gangale, L.Ghianda, "Comunicazione emozionale in odontoiatria", Quintessenza ed. 2020.
- S.Woollams, M.Brown, "Analisi Transazionale, psicoterapia della persona e delle relazioni", Cittadella Editrice, Assisi 1978.

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